Viaggio in Thailandia, Parte 1 – di Pier Lone Traveler

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Viaggio in Thailandia, Parte 1 – di Pier Lone Traveler

il viaggio in thailandia di pier leone traveler

Ciao a tutti gli amici di Bloginviaggio.it!

Sono Pier Lone Traveler e sono qui per condividere con voi i racconti, le impressioni e perché no dei consigli sul mio viaggio in Thailandia.

Perché la Thailandia? Sono sempre stato attratto dall’Oriente, dalla sua cultura e dalla sua filosofia. La Thailandia, e in generale il sud est asiatico, aggiunge a queste caratteristiche un mare da favola e un popolo molto affabile e accogliente. Non a caso, la Thailandia è anche nota come il Paese del Sorriso!

Il Viaggio e la Preparazione

Come tutti i miei viaggi, anche questo è stato rigorosamente “homemade”. Mi piace occuparmi di tutto, dagli spostamenti, la prenotazione degli hotel, la pianificazione dell’itinerario, riservando comunque alcuni slot in cui al contrario non pianifico nulla di proposito, per lasciare spazio all’ avventura e all’ improvvisazione. In tutto ciò, i miei viaggi sono di solito in solitaria, il che mi garantisce massima flessibilità.
Il mio viaggio si può grossomodo dividere in 3 momenti: nei primi giorni ho soggiornato a Bangkok; dopodiché mi sono trasferito a nord, per visitare la stupenda zona di Chiang Mai; infine ho dedicato l’intera seconda settimana per dedicarmi allo splendido mare e isole delle Andamane, facendo di Phuket la mia base. In questo articolo vi parlerò della prima parte!

Bangkok, il punto di partenza

Come spesso accade, il punto di partenza per antonomasia di un viaggio in Thailandia è la sua capitale Bangkok. Una metropoli rumorosa, caotica, sfacciatamente asiatica, che tuttavia ha esercitato su di me un fascino irresistibile. I mille negozietti, i venditori ambulanti, ma anche i grossi centri commerciali rendono tutto incredibilmente eccitante e degno di curiosità.
Io ho soggiornato a Sukumvit, che a Bangkok è diventata un po’ casa mia: non so perché, ma mi dava l’idea di un quartierone, forse perché nonostante la mole della città, del traffico e di persone, ogni zona conserva una sua identità, ci si abitua a vedere gli stessi ambulanti, gli stessi locali, e la maggior parte delle persone non risparmiano un bel sorriso oltre che, alcune volte, la possibilità di scambiare due chiacchiere. Questo grosso stradone è percorso dallo Skytrain, comodo per carità, ma che non basta di certo a coprire l’interezza della città, il che continua a valere se si aggiungono le altre due grosse linee di trasporto pubblico: l’altra sopraelevata e la Metro. Quindi occorre sempre tenersi pronti a fare buon uso di Taxi o dei Tuk Tuk, le mitiche apette modificate che vengono guidate in maniera folle mettendo a serio rischio le coronarie dei clienti.

Il Secondo Giorno a Bangkok

Dopo un primo giorno occupato a prendere un po’ confidenza con la città, il secondo non poteva che essere dedicato alla visita delle attrazioni più imponenti e famose di Bangkok: il Palazzo Reale, il Wat Pho e il Wat Arun.
Il primo è un complesso di enormi dimensioni, che oltre a diversi palazzi, contiene anch’esso un Wat, il Wat Phra Kaew, il quale custodisce il veneratissimo Buddha di Smeraldo.
Il Wat Pho, anch’esso imponente, è particolarmente noto per ospitare uno dei Buddha Sdraiati più lunghi del mondo: ben 46 metri!
Il Wat Arun, col suo splendido prang bianco in stile Khmer, si trova sulla sponda opposta del fiume che percorre Bangkok, il Chao Phraya. Il pedaggio sul barcone costa 4 Bath, l’equivalente di 12 centesimi di euro!
Le esplorazioni non si limitavano al solo aspetto artistico culturale, ma anche a quello culinario, e qui la Thailandia mi ha nettamente stupito: la cucina thailandese è meravigliosa! Il primo giorno, pronti via con un ottimo Pad Thai, il piatto thailandese più internazionale, per poi esplorare piatti sempre più particolari e regionali, che non di rado raggiungevano l’eccellenza (ma forse sarà il caso di fare un articolo a parte)!

cucina thailandese

Il Terzo Giorno, Gita fuori porta

Il giorno successivo, avventura fuori porta. Ci tenevo a visitare (e a ragione) lo splendido parco storico di Ayutthaya, antica capitale del Siam distrutta dai Birmani nel corso del 1700. Una città che custodisce le vestigia della cultura siamese pre-Bangkok, una città che fu moderna, ricchissima, cosmopolita (accoglieva diverse culture e fedi, tanto che si possono trovare le rovine di un edificio cristiano), che trovò la rovina proprio a causa del crogiolarsi nella sua opulenza. Ma al di là degli splendidi edifici, è stata una giornata affascinante per tutto il contorno: per aver viaggiato sui treni thailandesi, per avere respirato l’aria di una cittadina di campagna più tranquilla di Bangkok, per aver visitato il parco in bici. Un’esperienza che consiglierei a chiunque!

Chang Mai

Dopo questi 3 giorni, ero già pronto a cambiare zona, trasferendomi a Chiang Mai, non senza qualche rimorso nostalgico perché Bangkok mi ha affascinato tantissimo e sarei voluto rimanere di più. Ma prima di darvi appuntamento alla prossima parte di questo mio viaggio, voglio spendere alcune parole sulle abituali attività e sulla nightlife di Bangkok.
Come dimenticare ad esempio i continui “dlin dlon” all’ apertura delle porte dei 7/11 (per chi non lo sapesse, i “seven eleven” sono piccoli market aperti 24 ore su 24, l’alternativa più economica per beni di prima necessità e non solo), gli spettacolari massaggi a cifre irrisorie, anche qui associati al richiamo “Massage!” delle ragazze all’ esterno dei centri, la possibilità di mangiare a qualsiasi orari si desideri (e i thailandesi davvero mangiano a qualsiasi orario)!

Inoltre, se durante il giorno è impossibile staccare gli occhi da vetrine, localini, negozi o colorati cibi sulle bancarelle per strada, di notte le luci e i rumori che affollano la città ed alcuni quartieri in particolare diventano travolgenti. L’idea del quartierone non mi lasciava neanche la sera, portandomi alla percezione di trovarmi in un’eterna festa patronale. Spesso la baldoria si protrae anche dopo gli orari stabiliti dalle ordinanze, e non è raro ritrovarsi un chiassoso gruppo di stranieri al bar dell’hotel che impediscono di recuperare dal jet lag (e non ne ho mai sofferto così tanto come in questa occasione!)
Che dire poi dei Rooftop bar da cui ammirare la città, magari nelle vicinanze del Chao Praya, pratica ormai sdoganata dal film “Una notte da Leoni 2?” Mi ero infatti chiesto, guardando quel film, come mai i nostri eroi, dopo l’incredibile Las Vegas, si fossero ripetuti nelle loro bizzarre vicende a Bangkok.
Beh, ora lo so!

Noi ci vediamo alla seconda parte!
Sawat dee!

Pier – Lone Traveler, Vedi il suo Canale Youtube

Il viaggio continua, Segui il racconto

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Una risposta.

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