Viaggio in Thailandia, Parte 2 – di Pier Lone Traveler

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Viaggio in Thailandia, Parte 2 – di Pier Lone Traveler

il viaggio in thailandia di pier leone traveler

Ciao a tutti gli amici di Bloginviaggio.it!
Sono sempre Pier Lone Traveler ed oggi sono con voi per parlarvi della seconda parte del mio viaggio in Thailandia!

In questo mio pazzo giro in Oriente ho voluto assaporare tutte le anime principali della Thailandia, ed è per questo che ho voluto dedicare 3 giorni al nord, partendo da Bangkok (di preciso dal secondo aeroporto, Don Mueang, quello più usato per i voli domestici) ed arrivando così all’aeroporto internazionale di Chiang Mai. Avevo prenotato una guesthouse nella zona est della città vecchia: mi piace alternare ostelli e alberghi a seconda delle circostanze, non tanto per una questione economica quanto per avere la
possibilità, nei luoghi più “frizzanti”, di fare conoscenze e condividere un pezzettino di viaggio facendo nuove amicizie. Un viaggio in solitaria infatti non significa “stare sempre soli”… tutt’altro!
Rappresenta invece la possibilità di essere sempre pronti a nuove conoscenze e aprirsi di più, a mettersi in ascolto verso ciò che è nuovo e diverso.

CHIANG MAI: LA OLD CITY

Essendo ancora mattina e non avendo mangiato nulla, ho approfittato di una meravigliosa colazione alla guesthouse (adoro la frutta tropicale) e sono partito all’esplorazione di Chiang Mai e dei suoi mille templi. La cittadina è molto tranquilla e pacifica, forse anche troppo.. mi chiedo: ma non era un posto da backpackers?

Seguo un itinerario proposto dalla mia fida guida Lonely Planet (che sembra una bibbia) alla scoperta dei templi più belli della città. Mi imbatto in un luogo all’aperto accanto a un tempio dove fanno massaggi ai piedi da un’ora a soli 120 bath (circa 3 euro e 50): paradisiaco! Tanto che lascio con piacere una piccola mancia.
I templi principali sono:

  • Wat Phra Singh, ovvero il tempio del Buddha Leone (avrei presto imparato che Singh sta per leone, anche grazie a una delle più famose birre thai, la Singha, che ritrae un leone thai);
  • Wat Chedi Luang, che ha una versione antica e una nuova (quella antica era ahimè in ristrutturazione), vicino al quale si trova un piccolo tempietto, il Lak Meuang, curiosamente interdetto alle donne (ho cercato di farmi spiegare il perché dai thai, ma non sono sinceramente riuscito a capirlo);
  • Wat Phan Tao, il mio preferito, un luogo ricco di pace e natura,

In realtà, se andrete a Chiang Mai vi diranno (a ragione) che il tempio più famoso e rappresentativo si trova un po’ fuori dalla città vecchia e si chiama Doi Suthep; io purtroppo me lo sono perso.. ecco i contro di voler visitare tutto e in poco tempo!

DOI INTHANON

La sera del primo giorno decido di uscire a fare un giro e mangiare qualcosa. Il deserto. Ancora una volta mi chiedo: ma non era un posto da backpackers? Un po’ perplesso mi fermo a un localino con terrazza molto grazioso, prendo un Pad Thai con una birra Chang (questa è la mia birra thai preferita; tra parentesi Chang vuol dire elefante, che infatti è disegnato sulla bottiglia) e torno in ostello senza far tardi: l’indomani c’è un tour che mi aspetta!

Avendo prenotato il giorno prima, ho dovuto scegliere ciò che c’era; in ogni caso non mi limiterei a definire Doi Inthanon un’alternativa! Si tratta di uno splendido trekking nell’omonimo parco nazionale, in cui è possibile ammirare cascate, campi di fragole, coltivazioni di caffè, comprensivi di piccoli centri rurali che lavorano la materia prima. Certo, non dico che non siano turisticizzati.. ma comunque danno una bella idea di questo genere di attività in Thailandia.

Dopo una visita ad un mercato locale e un buon pranzo a base di cibo Thai, ci siamo spostati verso quello che è il punto più alto della Thailandia. Qui capiamo cosa vuol dire Doi Inthanon: il nome di questo luogo è dedicato all’ultimo Re Lanna di Chiang Mai. Il regno Lanna infatti si unì al resto della Thailandia grazie ad un matrimonio
dinastico, episodio chiave per l’unificazione della nazione.

Per finire, visitiamo le splendide King e Queen Pagoda, immerse in un meraviglioso giardino con laghetto artificiale. Le due pagode sono dedicate a King Rama IX (il padre dell’attuale sovrano) e alla sua regina, tuttora in vita.

La giornata è stata fantastica ed è anche merito della bella atmosfera che si è creata: il tour ha riunito me e altri 11 backpackers, di diverse nazionalità, tutti con in comune la voglia di esplorare, imparare e divertirsi!
Inizio a capire perché Chiang Mai è un posto da backpackers: durante il giorno tutti gli esploratori sono fuori a godersi i tanti tour e attività, ecco perché è vuota!

ELEPHANT JUNGLE SANCTUARY

La sera rimaniamo d’accordo con alcuni ragazzi del tour di vederci al Night Bazaar. Si trova un po’ fuori dalla Old City e per raggiungerlo è meglio chiamare un Tuk Tuk. Il Night Bazaar è stupendo, pieno di gente, luci, ottimo street food (qui il piatto forte è il Khao Soi, il piatto più famoso del nord) e musica.
Ed ecco spiegato perché di sera la Old City è vuota: tutti vengono qui.

Arriva così l’ultimo giorno a Chiang Mai e in serata ho già l’aereo che mi porterà a Phuket. Come sempre voglio sfruttare ogni momento a disposizione e così chiedo allo staff del mio ostello, sempre gentilissimo, cosa posso fare in mezza giornata. La scelta ricade nel visitare un Elephant Sanctuary, un luogo in cui opera una no profit che sottrae gli elefanti ad attività di sfruttamento in cui gli animali vengono picchiati, maltrattati, costretti a numeri da circo o a portare in groppa i turisti. Per la verità, c’è chi sindaca anche su questi Santuari, dicendo che si tratta di un’altra faccia della stessa medaglia, visto che comunque gli animali sono “veicolati” a fare le varie attività per mostrarle ai turisti.

Forse è così, ma non ho visto animali maltrattati, mi sembrava fossero in buone condizioni e comunque in uno stato in cui potevano svolgere attività quantomeno in linea con la loro natura. L’emozione di avere a che fare con questi giganti è stata oggettivamente enorme! Poterli vedere mangiare (gli abbiamo dato la colazione), accarezzarli, giocare con loro in acqua e col fango… credo che nel complesso sia stata una bella esperienza e personalmente la consiglio, pur capendo chi, secondo coscienza, pensa sia meglio evitarla.

E così, con un pizzico di tristezza, lascio Chiang Mai, i suoi templi, la sua vitalità, le belle e sorridenti persone che la animano. Nuove avventure mi aspettano, e finalmente vedrò il mare thailandese.

Invito anche tutti voi a viverlo con me nella terza parte del racconto!
Sawat Dee!

Pier Lone Traveler
— Seguite le mie avventure sul mio canale Youtube!

www.youtube.com/channel/UCFKZw0Naz8WpvJOQO35pEWw?sub_confirmation=1

Se te lo sei perso, Vedi la Prima Parte

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